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Tipo: Mostre | Località: Palazzo Pina Luz

Mostre: Ismael Nery: trap moderna

La mostra “Ismael Nery: Trappola Moderna”, dedicata all’opera di Ismael Nery (1900–1934), pittore, disegnatore, architetto, decoratore, scenografo e poeta, indaga la traiettoria di uno degli artisti più inquietanti del modernismo brasiliano. 

Nery si appropriò di linguaggi come l'illustrazione, il cubismo e il surrealismo, modificandoli in base alle proprie ansie. Nei dipinti, nei disegni e nelle poesie, il corpo divenne il luogo in cui indagava l'instabilità dell'identità, la fusione tra i generi, la corruzione della materia e il desiderio religioso di superare i limiti dello spazio e del tempo. 

La mostra riunisce circa 230 opere, tra cui disegni, dipinti, ritratti, autoritratti e composizioni con figure umane sensuali, spesso androgine e talvolta minacciose, che si muovono sul confine tra affetto e violenza, desiderio carnale e trauma della finitezza. 

Da sempre riconosciuto come una delle voci più originali dell'arte brasiliana, il percorso di Nery viene ripercorso dalla Pinacoteca in questa mostra panoramica che ne mette in luce le contraddizioni, la profondità teorica e la natura radicale delle sue invenzioni.

Ismaele Nery (Belém, PA, 1900 – Rio de Janeiro, RJ, 1934) è stato pittore, disegnatore, architetto, scenografo, illustratore e poeta. Entrò alla Scuola Nazionale di Belle Arti nel 1917 e completò gli studi all'Académie Julian di Parigi nel 1920. Durante i suoi viaggi in Europa, entrò in contatto con esponenti del Surrealismo e del Cubismo, come André Breton, Marcel Noll e Marc Chagall, sviluppando tuttavia una propria poetica basata sull'Essenzialismo. Autore di una vasta produzione grafica e pittorica incentrata sulla figura umana, l'anatomia, l'androginia e la ritrattistica, morì prematuramente all'età di 33 anni a causa di complicazioni dovute alla tubercolosi. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche brasiliane e in collezioni private di rilevanza nazionale, come quella della Pinacoteca di San Paolo.

La sua filosofia si fondava sul distacco dalle nozioni di tempo e spazio, ricercando nella creazione il dispiegarsi del "sé" e la rivelazione di una verità immutabile celata dietro le forme effimere della materia. Questa ricerca si tradusse nel tema ricorrente dell'androginia e della dualità. Nei suoi dipinti, corpi privi di genere definito, figure calve e doppi speculari si fondono in un abbraccio sensuale o malinconico.

Un esempio lampante di questa procedura è il lavoro Autoritratto con Adalgisa (senza data), in cui sono raffigurati il ​​volto dell'artista e quello di sua moglie, scrittrice e poetessa. Adalgisa Nery (1905–1980), appaiono sovrapposti e recano le stesse caratteristiche anatomiche, suggerendo manifestazioni complementari di un unico organismo spirituale.

In altre opere, Nery decostruisce l'anatomia delle figure umane, esponendone le viscere per poi ricostruirle come un'unità. In opere come Visione interna – Agonia (1931) e Eternità (1931), il corpo emerge aperto, viscerale e frammentato: le viscere umane si articolano con il paesaggio e con la terra, convertendo la sofferenza in meditazione sulla mortalità e sull'eternità.

Valutazione di autoclassificazione: Anni 12
Località:
Edificio Pina Luz (1° piano)
Data: dal 5 settembre 2026 al 31 gennaio 2027
Indirizzo: Praça da Luz, 2, Bom Retiro, San Paolo — SP.
Orari di apertura: Da mercoledì a lunedì, dalle 10:00 alle 18:00 (ingresso consentito fino alle 17:00). Ingresso gratuito il sabato e la seconda domenica del mese.

Fotografia

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Immagini: Beto Assem, Isabella Matheus

Materiale

Tour virtuale

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