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Tipo: Mostre | Località: Palazzo Pina Luz

Data di inizio della mostra 20 novembre 2014 - Data di fine della mostra 22 febbraio 2015

Mostre: Ron Mueck

Dal 20 novembre 2014 al 22 febbraio 2015, la Pinacoteca dello Stato di San Paolo, Istituzione del Segretariato della Cultura, presenta una mostra dell'artista Ron Mueck. Sponsorizzata da Bradesco, ideata dalla Fondation Cartier pour l'art contemporain, Parigi, curata dal suo direttore, Hervé Chandès, e dalla curatrice associata Grazia Quaroni, la mostra arriva a San Paolo dopo una mostra al Museo d'Arte di Rio de Janeiro e alla Fondazione PROA, Buenos Aires. Ron Mueck fa parte della tradizione scultorea di rappresentare la figura umana. I temi, i materiali e le tecniche utilizzate ne fanno un autore originale, innovativo e contemporaneo. Le sue sculture affascinano cambiando le dimensioni in scala e il realismo dei personaggi, i cui gesti esprimono sottilmente situazioni piene di vita e mistero.

Una mostra di Ron Mueck è un evento insolito e ha avuto successo ovunque sia stato, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Messico, Buenos Aires e Rio de Janeiro. Mueck lavora lentamente dal suo piccolo studio nel nord di Londra, dove il tempo è un elemento importante nel suo processo creativo. Il dettaglio delle sue figure umane è meticoloso, con sorprendenti cambiamenti di scala che sono lontani dal realismo accademico, dall'iperrealismo o dalla pop art. Le sue opere non raffigurano persone o situazioni reali, ma l'ossessione per la verità detta di un artista che aspira alla perfezione ed è estremamente sensibile alla forma e alla materia. Spingendo la verosimiglianza al limite, Mueck crea opere segrete, meditative e affascinanti. Una madre con il suo bambino, coppie giovani o adulte che oscillano tra stati di tensione e calma e un uomo nudo su una barca alla deriva sono alcune delle immagini che fanno parte della mostra. Opere che racchiudono un'interiorità vitale e profonda, capace allo stesso tempo di esprimere la perfezione tecnica dell'artista e la sua ossessione per la verità.

Mueck utilizza materiali come resina, fibra di vetro, silicone e acrilico per riprodurre fedelmente ogni dettaglio dell'anatomia umana e costruire sculture che tematizzano i dipinti della vita e della morte. Le sue opere evocano una sorta di realismo intimo e monumentale. Su diverse scale, l'artista ingrandisce o riduce notevolmente le dimensioni dei corpi per creare situazioni che commuovono lo spettatore.

Tra le opere presentate, Still Life (2009) si inserisce nella tradizione classica del genere, Woman with sticks (Woman with branchs, 2008) si appoggia su un fascio di legna da ardere e ci ricorda le favole delle streghe. Drift (Adrift, 2009) e Youth (Youth, 2009) sembrano ispirati ai titoli di testa, ma evocano anche lavori del passato. Altre sculture di Ron Mueck, come il grande autoritratto dormiente Mask II (Máscara II, 2002), trasformano i sogni in realtà. Coppia giovane, 2013, Donna con acquisti, 2013 e Coppia sotto l'ombrellone, 2013, completano lo spettacolo.

Il suo processo creativo riservato è rivelato nel documentario mostrato in mostra. Natura morta: Ron Mueck al lavoro (Natura morta: Ron Mueck al lavoro). Prodotto per la mostra alla Fondazione Cartier. È stato girato nello studio di Ron Mueck mentre stava producendo i suoi lavori. Un'occasione unica per osservare l'artista immerso nel suo personalissimo processo creativo. La mostra avrà anche il catalogo Ron Mueck, un libro di riferimento sul suo lavoro artistico. Concentrandosi sulle opere che compongono la mostra, i suoi testi ripercorrono 20 anni di produzione, le origini e la traiettoria dell'artista. Questa pubblicazione può essere acquistata presso i negozi fisici e virtuali della Pinacoteca.

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Foto di copertina: Mask II, 2002 / Edizione A/P | Tecnica e materiali vari | 77 x 118 x 85 cm | Collezione Anthony d'Offay, Londra | Foto: @ Thomas Salva/Lumento

Riepilogo foto: Alla deriva, 2009 / Edizione A/P | Tecnica e materiali vari | 118 x 96 x 21 cm | Collezione privata | Foto: cortesia Hauser & Wirth

Foto sopra: Man in a Boat, 2002 / Numero 1/1 | Tecnica e materiali vari | 159 x 138 x 425,5 cm | Anthony d'Offay, Londra | Foto: @Patric Gries

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